GIANLUCA COLONNELLO: sguardo dritto verso il futuro ma col Perugia nel cuore

Ci sono calciatori che lasciano il segno nella vita delle persone, perché rispecchiano quei sogni ed emozioni che rimangono indelebili nella mente della gente: Gianluca Colonnello è per me uno di questi, un calciatore che mi ha fatto emozionare tra le fila del Perugia Calcio e con il quale, nel corso degli anni, ho avuto modo sia di collaborare in campo che di incontrarci fuori per chiacchierate piacevoli e intense nei contenuti.

Giornata quasi primaverile a Pescara, un caffè pomeridiano lungo il corso e tante storie, racconti, che ci fanno perdere la cognizione del tempo.

Io ho passato la mia adolescenza calcistica andando a vedere il Perugia, ho avuto la fortuna di vivere da tifoso l’era del Presidente Gaucci, delle due promozioni in Serie A e della Coppa Uefa: protagonista della seconda promozione, di sicuro la più emozionante per come è stata raggiunta, un terzino sinistro che con Milan Rapajc formava un tandem inarrestabile… Gianluca Colonnello!

“Quel Perugia era forte – mi racconta Colonnello – era un gruppo di uomini, compresi quelli andati via a stagione in corso, che ha lasciato il segno! Come Pandolfi (oggi fa la Rock Star in Argentina!) e Versavel che vivevano il calcio in maniera diversa dagli italiani… Da loro (Belgio e Argentina) i post partita erano fatti di svago, una birra con amici e relax a prescindere dai risultati… In Italia non funziona così! Sono stati importanti perché erano calciatori di grande carisma, talento e con una mentalità forte… Ancora oggi ci teniamo in contatto”.

LA PILLOLA

…“Io non avevo mai tirato un rigore in carriera, ero completamente ovattato da tutto; partii con l’idea di calciare a sinistra ma poi durante la rincorsa cambiai idea ed incrociai il tiro”…

Perché si faticava a fare risultati?

“Con Perotti e Bigon si giocava bene a calcio, ma non sempre si concretizzava la vittoria, non eravamo nemmeno fortunati. L’avvento di Mister Castagner ci ha dato serenità, una persona per bene, elegante ma decisa quando c’era da affondare”.

Che rimonta!!! Che emozioni lo spareggio con il Torino!!!

“Una rincorsa memorabile, compresa la sfida di campionato contro il Torino dove ricordo in maniera incredibile l’attesa che c’era in città, l’adrenalina che solo partite come quella poteva darti… Avevamo un solo risultato! Impressionante il boato dello stadio Curi al gol del 2-1 di Tangorra… Non avevo mai sentito niente di simile, capii la voglia di serie A di quel pubblico e di tutta Perugia, che poi si riversò in massa a Reggio Emilia per lo spareggio decisivo, di nuovo, contro il Torino affrontato qualche settimana prima”.

21 Giugno 1998

“C’erano 39° gradi, un caldo atroce e noi venivamo da una rincorsa dispendiosa sia dal punto di vista fisico che mentale: settimane di ritiro e si percepiva la stanchezza. Ma quello era un gruppo fatto da duri! Materazzi, Rapajc, Tovalieri, Cucciari, Olive per citarne alcuni…”.

Le parole di Castagner nello spogliatoio?

“Cercò di stemperare l’attesa e creare serenità, ci disse che bisognava stare attenti, che quella partita l’avrebbe vinta la squadra più attenta e compatta”.

Non bastarono 90 minuti, né i supplementari, ci volevano i calci di rigore per decidere chi sarebbe salito in Serie A!!!

“Durante la partita mi resi protagonista sia dell’espulsione di Tricarico che dell’assist per il gol di Tovalieri… Al momento dei rigori mi sedetti a terra, non ero tra i cinque incaricati ma al quarto rigore Mr. Castagner mi disse di andare, che toccava a me!”.

Eri preparato a quell’incombenza? Cosa hai provato mentre percorrevi i 40 metri che dal centrocampo portano al dischetto?

“Non ricordo chi tra i compagni non se la sentì di calciare, io non avevo mai tirato un rigore in gare ufficiali, ero completamente ovattato da tutto, una sensazione strana; partii con l’idea di calciare a sinistra ma poi durante la rincorsa cambiai idea ed incrociai il tiro!!! Spiazzai Bucci e poi 1-2-3… Secondi per realizzare l’accaduto e festeggiare in maniera moderata… Eravamo in vantaggio perché, prima di me, Dorigo del Torino aveva sbagliato!”.

Poi il gol del “cobra” Tovalieri…

“Si! Segnò l’ultimo rigore e iniziò così la festa…. Ce l’avevamo fatta!!! Eravamo in Serie A… Ero in Serie A per la prima volta in carriera e conquistare la massima serie in quella maniera e con quelle emozioni fu una cosa epica!!!”.

Parma in vantaggio con Chiesa su assist di tacco di Crespo… Pareggio di Milan Rapajc, poi Colonello riceve palla sulla ¾ del Parma in posizione leggermente decentrata, alza la testa e fa partire un cross telecomandato: la palla arriva perfetta tra Thuram e Cannavaro dove si inserisce Bucchi, che al debutto assoluto in serie A, sale in cielo e di testa trafigge Buffon!!!

“Era la serie A più forte di sempre e con i giocatori più forti del mondo, sette squadre che si giocavano lo scudetto, con il Perugia facemmo un miracolo a salvarci… Grande stagione!

Poi la cessione al Lecce.

“Fu un fulmine a ciel sereno: Mister Mazzone, che era il nuovo allenatore della squadra, mi comunicò la decisione della società, lui voleva tenermi e farmi giocare… Una persona leale e sincera, ricordo le sue parole vere e da uomo di valore.
Lecce gran bella città e altrettanto belli gli anni trascorsi con i giallorossi in serie A da protagonista: ancora vado in vacanza in Salento e la gente continua, a distanza di anni, a mostrarmi affetto e riconoscenza!”.

I giocatori più forti che hai incontrato?

“Nedved, Boban, Rui Costa, Batistuta, Ronaldo: avversari mostruosi. Chi mi ha messo in difficoltà fu Gautieri e anche Rocco Pagano, avevano un gran passo e una grande tecnica in corsa e non si riuscivano ad arginare… Tra i compagni ricordo Lucarelli e Conticchio e il grande Milan Rapajc con il quale avevo un rapporto fraterno”.

Gli Allenatori?

“Già ho menzionato Castagner, un esempio! Ho avuto poi un ottimo rapporto con Boskov e Cavasin che riuscirono a tirar fuori tantissimo da me e da quel gruppo di ragazzi a Lecce… Ma voglio citarne uno meno famoso, ma importante per la mia carriera: Antonio Luzii.
Mi ha cresciuto nelle giovanili del Francavilla ed è stato lui a trasformarmi in esterno sinistro prima e terzino poi… Infatti ero un centravanti nelle giovanili prima del suo avvento”.

Cosa pensi dei calciatori di oggi? Vedi un nuovo Colonnello?

“Devo dire che il calcio è cambiato, è migliorato tanto il gioco ma vedo tanti giocatori adattati: per me la specializzazione del ruolo è fondamentale e oggi non esiste più, in molti giocano in ruoli che non gli si addicono, soprattutto in difesa… Non esistono più difensori che sanno fare il proprio lavoro, né a livello di nozioni e qualità personali né tanto meno di reparto”.

Dopo la carriera da calciatore quella da allenatore… Come è nata la cosa?

“Devo confessare che già quando giocavo prendevo appunti: mi appuntavo gli allenamenti, qualche metodologia ed esercitazione che mi colpivano particolarmente e negli anni ho creato una specie di manuale, ricco di quei segreti e contenuti presi in prestito dai tanti allenatori che ho incontrato nella mia carriera. Ed ora, avendo iniziato ad allenare, posso affermare che qualsiasi esperienza è importante, specie quelle tra mille difficoltà!”.

Come quelle vissute in Grecia e a Pisa…

“Con l’Under 17 del Siena, dove ho lavorato a stretto contatto con Antonio Conte, arrivammo a giocarci i play off di categoria e dopo quell’esperienza decisi di misurarmi con i grandi.  Successivamente a Borgo a Buggiano, un paesino tra le colline Toscane, feci un gran bel lavoro in Serie C con giocatori che venivano da categorie inferiori e con una società piccola e senza tradizione.
Poi l’avventura dello Zakynthos a Zante in Grecia dove in un campionato per me nuovo, in un paese straniero, riuscii, tra mille difficoltà (sono stato bravo, lo ammetto!!!) a gestire la situazione e guidare la squadra a una storica salvezza nel primo anno della Serie B greca”.

Cosa ti è rimasto di quell’esperienza?

“Vado orgoglioso di aver tenuto, alla Scuola di Giornalismo e Speaker di Atene, una lezione con tema: Tecnica Tattica e Comunicazione. Per questo devo ringraziare, il più grande della televisione e della radio greca, Andrea Palombarini che saluto con affetto”.

Poi la breve parentesi pisana…

“Ero l’allenatore della Primavera quando mi chiamarono al posto di Gattuso, alla guida della prima squadra: due partite di Coppa Italia e altrettante vittorie contro Brescia e Salernitana. Sono tra gli unici due ad aver centrato la qualificazione agli ottavi della manifestazione alla guida della formazione della città della torre pendente”.
Poi anche lì la situazione societaria cambiò e le nostre strade si divisero subito dopo”.

Cosa ti aspetti da futuro?

“Vorrei un incarico che mi permetta di lavorare in maniera normale, senza dover fare contemporaneamente manager, presidente, dottore e direttore… E mi piacerebbe farlo nel mio paese! Ho girato tanto l’Europa negli ultimi anni, ho studiato, visto metodologie estere e ovunque io sia stato ho avuto la soddisfazione di ricevere tanti attestati di stima da parte di giornalisti stranieri e calciatori che ho allenato”.

Tornando al Perugia… Non possiamo non parlare del Presidente Luciano Gaucci!

“Ho un bellissimo ricordo del Presidente Gaucci: lo ripenso con affetto perché era una persona di valore… Mai dimenticherò la chiamata che tutti i lunedì mattina alle ore 8 in punto mi faceva: sia che vincevamo sia che perdevamo lui era sempre pronto a spronarmi e incitarmi, non mi ha mai rimproverato! Saluto tanto lui e anche i figli Alessandro e Riccardo con cui ho avuto un bellissimo rapporto!
Ora so che ha problemi di salute, gli faccio i miei migliori auguri… Manca tanto una persona come lui nel calcio di oggi, perché era un personaggio totale, innamorato di Perugia e soprattutto del Perugia… Rimarrà sempre nel mio cuore”.

Un ultimo saluto e ringraziamento a chi va?

“A me stesso! (… dice ridendo!) Per il mio spirito di adattamento che mi ha dato e mi dà l’energia di andare avanti… Ma il ringraziamento e il pensiero più bello va ai miei figli Michelle e Luca: li saluto con affetto, loro sono tutto per me… Sono la mia vera forza!!!”.

Ci incamminiamo lungo il corso, a Pescara il sole sta tramontando dietro di noi, le nostre ombre di fronte ci accompagnano verso il mare, verso l’orizzonte… Alla prossima Gianluca, grazie per il caffè e in bocca al lupo!

LE COORDINATE DI GIANLUCA COLONNELLO:

Gianluca Colonnello nato a Tollo (CH) l’8 febbraio 1973, allenatore UEFA PRO.

PALMARES:

– 1 PROMOZIONE IN SERIE C1 – CASTEL DI SANGRO 1994/1995
– 2 PROMOZIONE IN SERIE A – PERUGIA & LECCE
– 40 PRESENZE IN COPPA ITALIA
– 3 PRESENZE IN NAZIONALE U21
– 106 PRESENZE IN SERIE A
– 127 PRESENZE IN SERIE B
– 150 PRESENZE IN SERIE C

STAGIONE SQUADRA CATEGORIA PRES GOAL
1990/1993 FRANCAVILLA SERIE C2 49 2
1993/1995 CASTEL DI SANGRO SERIE C2 38 1
1995/1997 PESCARA SERIE B 62 0
1997/1998 PERUGIA SERIE B 31 0
1998/1999 PERUGIA SERIE A 30 0
1999/2002 LECCE SERIE A 76 0
2003/2004 PESCARA SERIE B 34 0
2004/2006 SAMBENEDETTESE SERIE C1 66 0
2006/2007 POMEZIA SERIE D ND
2007/2008 SANTEGIDIESE SERIE D 13 0
2008/2009 FRANCAVILLA ECCELLENZA ND
CARRIERA DA ALLENATORE
2005/2006 SAMBENEDETTESE SERIE C1
2010/2011 SIENA UNDER 17
2011/2012 BORGO A BUGGIANO SERIE C2
2013/2014 ZAKYNTOS (GRECIA) SERIE B
2016/2017 PISA PRIMAVERA/SERIE B

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