DANIELE RICCI: never give up!

Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al calcio o a un calciatore? Divertimento… Fama e bella vita…?! All’apparenza, la gran parte dei personaggi di alto livello possono trasmetterci principalmente questo, ma nella realtà più profonda di alcune storie c’è una vita professionale costruita con sacrifici, passando per sconfitte, delusioni e talvolta anche sofferenze importanti…

Daniele Ricci questo ultimo tipo di calcio lo conosce molto bene, purtroppo! Lui che per quasi 20 anni ha messo anima e cuore nel seguire la sua più grande passione e tentare di sfondare.

Conosco Daniele dal 2007, quando per un breve periodo abbiamo condiviso l’esperienza (non molto positiva!) al Torgiano Calcio in Serie D. Solo a distanza di anni però e grazie alla bacchetta magica di nome SOCCEROAD ho avuto l’opportunità di approfondire e scoprire meglio la sua storia, costellata da situazioni incredibili dove infortuni e sacrifici si intrecciano con luci della ribalta e dimenticatoio.

LA PILLOLA

“Partii in ritiro con la prima squadra allenata da Marcello Lippi: era un’Inter dalle grandi firme e campioni come Baggio, Vieri, Ronaldo, Pirlo, Blanc… Era un sogno che si avverava, condividere lo spogliatoio e allenarsi con quei fuoriclasse era una cosa magica!

Era un talento Daniele, un predestinato e lo si intuiva già da piccolo quando nel Perugia Calcio era il miglior difensore del vivaio, tanto da venir convocato e scendere in campo per 3 anni di fila con la Nazionale Italiana di categoria, in compagnia di Gilardino, Cassano e Amelia:

“Ricordo con piacere e tanta emozione la partita giocata prima della finale del Mondiale Francia ’98 allo stadio St. Denis di Parigi, atmosfera incredibile in uno stadio stupendo!”.

Poi a 17 anni la grande occasione: l’Inter gli propone un contratto professionistico! 

“Fu Walter Sabatini a gestire la trattativa, a dire il vero mi impuntai perché non volevo andare all’Inter FC! Volevo stare a Perugia e giocare con la prima squadra della mia città e poi… l’Inter era una squadra che non mi stava simpatica! Mi alzai dal tavolo della trattativa, con il contratto bello che pronto davanti ai miei occhi e abbandonai la stanza lasciando tutti a bocca aperta. Mi vennero a riprendere poco dopo fuori e mi fecero una seconda proposta importantissima anche dal punto di vista economico: 5 anni di contratto con la squadra del Presidente Moratti. Accettai, i soldi erano tanti e con quelli mi ci sono comprato la casa dove tutt’ora vivo, quindi devo ringraziare il Presidente e i Direttori Sportivi che condussero l’intera operazione Milanese, Mazzantini al Perugia e Io e Beati all’Inter”.

Daniele sbarca quindi a Milano e viene inserito nella Primavera allenata da Beppe Baresi:

“Mi sistemarono nella foresteria con gli altri ragazzi delle giovanili, neanche il tempo di iniziare a gustarmi il ritiro che incomincia la mia persecuzione fatta di infortuni! Menisco e legamento del ginocchio sinistro e stagione passata a rimettermi in sesto”.

La vetta più alta della carriera…

“Mi diedero un appartamento con Altobelli e Cordaz e partii in ritiro con la prima squadra allenata da Marcello Lippi: era un’Inter dalle grandi firme e campioni come Baggio, Vieri, Ronaldo, Pirlo, Blanc (… solo per citarne alcuni!). Era un sogno che si avverava, condividere lo spogliatoio (Ferrari, Frey e Pirlo erano i miei vicini di posto) e allenarsi con quei fuoriclasse era una cosa magica! Ricordo ancora quello che faceva Ronaldo in allenamento, era di un altro livello! Il più forte giocatore che abbia mai visto in assoluto. Mr. Lippi teneva tutti in considerazione e i giocatori di quell’Inter erano quelli di un calcio ormai superato, fatto cioè di umiltà e genuinità…”.

Poi però nel momento più bello… Il patatrac!

“Marcello Lippi mi disse fin dai primi giorni della settimana di tenermi pronto perché ero in odore di convocazione… La mia prima convocazione! Quella veramente speciale perché avremmo giocato contro il Barcellona al Nou Camp!!!”.

Il destino però decise diversamente per Daniele, infatti…

Nell’ultimo allenamento prima della partenza si infortuna di nuovo e anche seriamente: rottura del legamento crociato anteriore sinistro!

“Mi crollò il mondo addosso, ero veramente provato… Iniziò un periodo per me difficile, in cui passavo ore e ore a fare fisioterapia! Ma proprio in quelle settimane ho avuto l’onore di entrare sotto l’ala protettrice del mitico Roberto Baggio: proprio così un Uomo con la U maiuscola prima che fenomeno innato… Fu proprio lui tra i compagni il più attento, di vero supporto e così prodigo di consigli che mi disse anche di continuare a cambiarmi nel mio posto nello spogliatoio… ”.

Ma Daniele in tempo record torna in campo…

“Dopo 4 mesi dall’intervento tornai in campo ad allenarmi nella mia Perugia. L’Inter mi diede in prestito nel mercato di gennaio sotto richiesta di Serse Cosmi che mi volle fortemente in rosa. Ripresi a pieno regime a giocare e giocai anche qualche spezzone di partita… Sarò sempre grato a Mister Cosmi per questo!”.

Ancora sotto contratto Daniele viene mandato in prestito in Serie C prima alla Sambenedettese, poi Sassuolo, Castel di Sangro e Legnano dove… 

E’ costretto all’ennesimo stop per un grave infortunio: rottura del tendine rotuleo. “A dirla tutta anche le annate in giro per la serie C sono state combattute per una serie di infortuni muscolari… Poi nel 2004 andai al Tolentino in Serie D dove di nuovo fermo ai box ebbi la fortuna di incontrare lo Specialista che scoprì con una serie di esami approfonditi quale era la causa di tutti quegli infortuni”.

Il Professor Chierici riscontrò a Daniele un’anomala e accentuata rotazione tra tibia e femore, che era il motivo dell’infinito numero di infortuni. 

“Era nuovamente alle prese con cliniche e ambulatori ma questa volta percepivo un miglioramento: sei mesi di allenamento in piscina, sei ore al giorno prima di poter tornare a cavalcare un campo di calcio! Quel lavoro mi allungò la carriera quando ormai ero pronto a smettere e devo ringraziare il Prof. Chierici e la mia forza di volontà. Da lì giocai altri 6 anni nei campionati regionali umbri e per non farmi mancare niente feci un’altra operazione stavolta al menisco destro… Ormai era niente in confronto a quello che avevo superato!”.

All’età di 30 anni poi la decisione di dire basta al calcio giocato…

“La scelta è derivata dal fatto che mi erano venute fuori una serie di ernie alla schiena dovute alla postura sbagliata che avevo avuto in quegli anni… Decisi di smettere, con la schiena non si scherza!.

Che bilancio fai della tua carriera?

“Sette operazioni e un grandissimo rimpianto per la sfortuna che mi ha perseguitato negli anni insieme, però, alla grande soddisfazione di essere riuscito a superare tanti periodi difficili con la mia forza di volontà e la vicinanza della famiglia… Alla fine mi ritengo comunque fortunato perché sono riuscito a portare avanti la mia più grande passione in maniera retribuita”.

A proposito di allenatori: chi vuoi salutare e ringraziare tra i tuoi Coach?

Serse Cosmi era ed è tutt’ora un mio grande estimatore, prima come calciatore e ora come gestore e barman; Pasquale Rocco che ritengo un fratello e Antonio Rocca della Nazionale giovanile. Ripenso con piacere anche Casiraghi ottima persona; a livello di insegnamenti calcistici chi mi ha cresciuto sono stati Maurizio Marchei a cui devo l’80% di quello che sono stato e Angelo Montenuovo, grande maestro di tecnica.

Qual è oggi la strada del calcio di Daniele?

“Seguire mio figlio Alessandro, che ha 9 anni, nei suoi primi passi calcistici, è un bell’attaccante e tifosissimo della Juventus… Io non farò mai l’allenatore!”.

Di cosa ti occupi oggi?

“Con altri due soci ho aperto un’attività vicino Perugia che si chiama BiancorossO: è un locale che offre al pubblico un servizio da bar la mattina e che si trasforma in enoteca con degustazione vini e prodotti gourmet la sera”.

Mentre stiamo concludendo la chiacchierata arriva anche Angelica, ex moglie di Daniele in ottimi rapporti con lui e a cui chiedo come ha vissuto lei il calcio: 

“Appoggiavo sempre ogni singola decisione o esperienza di Daniele perché sapevo che era la sua passione; per il lui il calcio era ed è veramente un gioco a prescindere dalla categoria. Io sono orgogliosa per il coraggio che ha messo nel reinventarsi in modo completamente nuovo: si alza alle 5 del mattino quando apre il locale e lo fa senza problemi, anzi con lo stesso impegno e tenacia che ha avuto nella carriera calcistica. Quando giochi non pensi mai che da un momento all’altro tutto può finire, il giovane calciatore non pensa mai al futuro, ma il mondo del calcio è come quello dello spettacolo: oggi sei sotto i riflettori e domani sei fuori da tutto. Anche per lui è stata più dura il dover accettare di smettere piuttosto che superare i mille infortuni… Il calcio ti da tutto e in un attimo ti toglie tutto… Gli faccio i complimenti per quello che sta facendo ora”.

Faticosa e piena di ostacoli la vita professionistica di Daniele Ricci ed è soprattutto per questo che la sua storia può essere di stimolo e d’esempio ai tanti ragazzi che sognano questo mondo… Insomma bella e importante da raccontare e magari perché non farlo anche davanti a un goloso tagliere di formaggi, abbinato ad un calice di vino consigliato proprio dal nostro Daniele! 🙂

E allora un bel brindisi… Cin Cin Daniele!!!

LE COORDINATE DI DANIELE RICCI:

Daniele Ricci nato a Perugia il 12 Marzo 1982

  • TITOLARE NAZIONALE ITALIANA GIOVANILE U15/ U16/ U17
STAGIONE SQUADRA CATEGORIA
1992/1999 PERUGIA SETTORE GIOVANILE
1999/2000 INTER PRIMAVERA
2000/2001 INTER SERIE A
GEN 2001 PERUGIA SERIE A
2001/2002 SAMBENEDETTESE SERIE C2
2002/2003 SASSUOLO SERIE C2
GEN 2003 CASTEL DI SANGRO SERIE C2
2003/2004 LEGNANO SERIE C2
2004/2005 TOLENTINO SERIE D
2005/2007 PRETOLA ECCELLENZA UMBRA
2007/2008 TORGIANO SERIE D
DIC 2008 PONTEVECCHIO SERIE D
2008/2009 PONTEVECCHIO SERIE D
2009/2011 CASA DEL DIAVOLO ECCELLENZA UMBRA
2011/2012 NESTOR ECCELLENZA UMBRA

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