MARCO D’ARGENIO: il calcio con rotta sui “Balcani”

Una passione che plasma i percorsi delle persone. Spesso il calcio stravolge e porta le vite di chi lo ama in luoghi inimmaginabili. Non parliamo di calciatori o allenatori top level ma di ragazzi semplici, che iniziano da piccoli a tirar calci a un pallone senza sapere dove quel pallone potrà portarli.

Marco D’Argenio lo ha scoperto alla soglia dei 30 anni, quando ha deciso di costruirsi un futuro in un paese-tappa del suo cammino calcistico: lo sta facendo a Plovdiv città di 340 mila abitanti nel cuore della Bulgaria.

Marco l’ho conosciuto anni fa al Torgiano Calcio, nella nostra parentesi umbra; difensore elegante, bravo anche con i piedi e dotato di grande ordine e senso della posizione.

Ma facciamo un passo indietro… 

“Ho iniziato a muovere i primi passi nel settore giovanile dell’Avellino per poi andare a giocare in Eccellenza e Serie D, togliendomi delle belle soddisfazioni”.

LA PILLOLA

Plovdiv è una città Bulgara di 339.129 abitanti: capitale della regione della Tracia, nel 341 a.C. fu presa da Re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò “Filippopoli”, Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana dove ancora oggi si possono ammirare il teatro romano il foro romano e tanti altri monumenti. Plovdiv è nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (inizi 1800).

Poi la prima esperienza estera e precisamente in Svizzera: 

“Si al Mendrisio! Dal punto di vista calcistico sono stato sfortunato perché la prima settimana di ritiro mi sono infortunato per stare poi fuori 3 mesi, ma per il resto è stata una esperienza molto bella. Era la prima volta per me fuori dai confini nazionali e anche se ero nella Svizzera Italiana (vicino Chiasso) si vedevano le differenze tra il nostro e il loro calcio. Strutture all’avanguardia, zero pressioni e soprattutto tantissima tecnica e niente tattica: proprio per questo il livello tecnico era altissimo e rimasi piacevolmente sorpreso! Anche con i compagni stavo bene e mi piaceva stare lì”.

Poi il rientro in Italia e dopo l’infortunio la ripresa in Serie D a Torgiano…

“Ricordo con piacere l’esperienza in terra umbra: si era creato un gran gruppo, è stato uno degli spogliatoi più uniti della mia carriera, ancora oggi mi sento con parecchi dei miei compagni; sfiorammo l’impresa di salvarci ai play out dopo una rincorsa memorabile… Non bastarono i due pareggi contro il Sansepolcro nei Play Out e pagammo il peggior piazzamento nella regular season”.

Poi la svolta inaspettata…

“Ero sceso a giocare in Promozione emiliana, più per divertimento che per aspettative di carriera… Poi a 25 anni la chiamata che non ti aspetti, dall’estero, precisamente dalla Bulgaria. Fu Mister Piccioni, che mi conosceva da qualche anno per avermi allenato a Jesi, che mi telefonò per propormi di andare al Botev Plovdiv, squadra militante nella A – PFG la Serie A bulgara!!! Facile dedurre la mia risposta… Andai di corsa e firmai un contratto di due anni.
Appena arrivato rimasi un po’ titubante perché non conoscevo nulla di quel paese, se non i tanti luoghi comuni che sentiamo dire. Rimasi invece sorpreso: la città bella, vivibile e noi otto italiani in rosa vivevamo insieme”.

La situazione societaria e ambientale non era però facile…

“Il clima era molto caldo, la tifoseria era in rotta con l’allora Presidente Hristolo, non lo volevano più ed erano sul piede di guerra: la società era praticamente assente in tutto e per tutto al punto tale che noi calciatori ci auto-tassavamo per pagarci vitto e alloggio, addirittura ricordo che un mio compagno di squadra pagò il ritiro e tutte le spese per una partita che giocavamo in trasferta.
Nonostante questo vincemmo il derby cittadino contro il Lokomotiv Plovdiv davanti a 18.000 spettatori! La mia crescita in quei sei mesi fu notevole tanto che ero molto apprezzato dai tifosi e dallo Staff tecnico specie dal vice allenatore Biffi che era entusiasta del mio operato”.

Poi però nel momento più bello… Il patatrac!

“Praticamente nemmeno rientrai più a Plovdiv dopo la pausa invernale, Il Botev venne estromesso dal campionato e dichiarato fallito… Il mio contratto decadde e persi i soldi; chiusi quell’esperienza però con una nuova consapevolezza nei miei mezzi, arricchito a 360° e giocando sei partite da titolare delle nove disputate. E’ stato il punto più alto della mia carriera da calciatore!”.

Dura poi ripartire nei campionati dilettantistici italiani

“Ricominciai dopo le feste natalizie da Cannara, squadra umbra di Eccellenza, sono stato bene anche lì ma non è stato semplice riprendere in un contesto così diverso e lontano…”.

Poi l’incidente

“Mi fratturai le costole nel 2010 durante un incidente stradale… Posso dire che la mia carriera finì così, decisi infatti di intraprendere una strada diversa: tornare in Bulgaria e iniziare a lavorare in un’agenzia di trasporti che cercava un dipendente madrelingua italiana.
Nel frattempo perfezionai il mio inglese e imparai il bulgaro continuando a giocare a calcio per puro divertimento e passione nelle fila del Maritsa Plovdiv FC (Serie C Bulgara) squadra dove ha mosso i primi calci il più grande calciatore del paese di sempre: Hristo Stoichkov”.

Quali sono i progetti e gli obbiettivi futuri di Marco?

“Ormai è dal 2011 che vivo in pianta stabile in Bulgaria, è diventata casa mia, ho trovato tutto qui e mi trattano con i guanti bianchi. Mi occupo del settore commerciale di una ditta di divani ma il mio obiettivo resta sempre quello di rimanere nel mondo del calcio.
Ho iniziato a fare scouting per giocatori bulgari e mi piacerebbe diventare un agente anche per poter portare ragazzi in Italia o perché no anche viceversa, dall’Italia qui in Bulgaria… Proprio come ho fatto io! Il mio motto è: se non si rischia non si va da nessuna parte”.

A Plovdiv hai trovato anche l’amore!

“Si a breve mi sposerò con Tanya, una ragazza fantastica conosciuta proprio ai tempi di quando giocavo nel Botev e con cui ora vivo insieme”.

Un ultimo pensiero a chi lo rivolgeresti?

“A mio padre Alfredo che mi ha sempre seguito fin da piccolo. Dal 2012 purtroppo non c’è più … Inutile dire che è stato tutto per me, mi manca da morire ed è questo che mi ha dato la spinta decisiva per cambiare la mia vita”.

Un piacere per me ritrovare Marco dopo tanti anni e veramente bella la sua storia, perché è fatta di scelte difficili e tanti sacrifici. La chiacchierata però ora si deve interrompere…

A Plovdiv, in casa D’Argenio, è il momento di preparare la cena: il menù? Kiufte al forno e Shopskà salata : polpette e insalata di pomodori,cetrioli, prezzemolo, cipolla, olive, peperoni e Sirene (formaggio bulgaro tipo Feta).

E allora a presto Marco: buon appetito!!!

LE COORDINATE DI MARCO D’ARGENIO:

Marco D’Argenio: Nato ad Avellino il 30 giugno 1984

STAGIONE SQUADRA CATEGORIA
1996/1999 AVELLINO SETTORE GIOVANILE
2002/2003 LAURIA ECCELLENZA CAMPANIA
2003/2004 JESINA ECCELLENZA MARCHE
2004/2005 ECLANISE ECCELLENZA
2005/2006 FANO SERIE D
2006/2007 MENDRISIO (SVIZZERA) SERIE C
2007/2008 PRO VASTO SERIE D
NOV 2007 TORGIANO SERIE D
2008/2009 ANZOLA EMILIA PROMOZIONE EMILIA ROMAGNA
2009/2010 BATE PLOVDIV (BULGARIA) SERIE A
GEN2011 CANNARA ECCELLENZA UMBRIA
2012/2013 ACRI ECCELLENZA
2013/2015 MARITSA PLOVDIV FC (BULGARIA) SERIE C

One thought on “MARCO D’ARGENIO: il calcio con rotta sui “Balcani”

  1. Bravo Mitico, Augurissimi da parte mia, a Cannara siamo stati bene in quei mesi…Grazie ancora e In Bocca Al Lupo per la tua vita ⚽⚽⚽⚽⚽

  2. Marco praticamente lo visto nascere, ero come un fratello per il mio grande amico Alfredo, Marco lo considero come un fratello minore e gli auguro tutto il bene che si può dare ad una persona che merita.

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