MATTEO FAIOLA: il calciatore esploratore

Aveva l’aria di essere un predestinato quando alla corte di Stramaccioni ha illuminato il gioco delle formazioni giovanili della Roma per 7 anni ,vincendo 2 scudetti di categoria; con lui c’erano altri ragazzi e amici, che poi si sono fatti largo nel calcio che conta fino alla Nazionale: Florenzi, Bertolacci, Crescenzi, Viviani, Montini… Tutta l’annata del 1991-92 che è sbarcata in Serie A.

Un personaggio tutto da scoprire, un ragazzo che seppur giovanissimo ha già tante avventure da raccontare e un bagaglio di esperienze invidiabile. Si chiama Matteo Faiola e a SOCCEROAD svela tutte le tappe del suo emozionante percorso.

A dire il vero anche Matteo la sua Nazionale l’ha vissuta appena 2 anni fa quando fu scelto per prendere parte alla spedizione della formazione italiana universitaria alle Universiadi 2017 di Taipei.

Ma andiamo con ordine! Nelle parole di Matteo il termine ricorrente è “fretta” e come tutte le carriere ci sono passaggi e scelte che cambiano il proprio destino, bivi che ti possono portare in alto oppure in vicoli ciechi.

“Devo ammettere che la voglia di bruciare le tappe è stata poi un fattore negativo nel corso della mia carriera”.

Lasciata l’AS Roma troppo presto, decidendo di andare a titolo definitivo al Brescia, c’è stato il primo step infelice del suo cammino…

“Mi è subito mancata Roma e tutto l’ambiente, ma volevo giocare in prima squadra ed evitare prestiti in categorie minori, ma a Brescia per la prima volta fuori dal mio contesto ho faticato ad impormi come avrei voluto”.

LA PILLOLA

…”Scegliere la strada più veloce mi ha portato sempre ad avere una flessione. Noi siamo ciò che pensiamo. Tutto quello che siamo sorge dai nostri pensieri. I nostri pensieri costruiscono il mondo…!”.

Quindi il passaggio al Verona in serie C1

“Era una squadra costruita per vincere il Campionato e con grandi giocatori come Rafael e Jorginho, che era anche mio compagno di casa. Io ero giovane, collezionai una presenza appena, ma la beffa più grande fu il suicidio sportivo a cui siamo andati incontro mangiandoci 21 punti di vantaggio e facendo vincere il campionato al Portogruaro, uscendo poi anche dai Play Off contro il Pescara”.

Quella brutta pagina sportiva di Verona ha cambiato anche la tua carriera dove in una piazza arrabbiata e con fama di rivalsa si puntò ancor di più su calciatori già fatti a scapito dei più giovani.

“Mi dissero chiaramente che non sarei stato tra i titolari ma rifiutai ogni prestito in Serie C, volevo giocare con continuità, perché mi fidavo dei miei mezzi e credevo in me! Così rescissi e andai a giocare in Serie D vicino casa… Al Cynthia 1920”.

Il contraccolpo mentale però si fece sentire…

“Mentalmente ero fragile e deluso: questo ha portato anche una serie di piccoli problemi fisici che hanno condizionato quel periodo della mia vita! Un calciatore deve stare bene mentalmente prima di tutto”.

Poi la Lavagnese, una bella stagione e una nuova chance

“Sì! Sentimentalmente sono molto legato a Genova e alla Liguria. Quest’esperienza mi permise di tornare nel calcio che conta, infatti andai a Locarno in B Svizzera con Mr. Maccoppi; fu una grandissima esperienza a livello personale, in un ambiente diverso dove il modo di vivere il calcio era differente. Dal terzo tempo, alla birra con i tifosi dopo la partita… Tutte cose che hanno aperto la mia mente e fatto nascere il desiderio di esplorare altri paesi, firmando contratti anno per anno”.

Detto fatto… Arriva lo sbarco al Mosta FC a Malta

“Trovai un ottimo allenatore: Danilo Doncic, ora alla guida della squadra La Valletta, che puntò molto su di me; nonostante le rotazioni date dal regolamento sugli stranieri, mi ritagliai una bella vetrina che mi valse il grande salto in Inghilterra: al Newcastle! Un ex calciatore del team Pop Robson, infatti, mi fece andare per un breve periodo di prova… Andò bene, firmai un biennale e fui inserito nella U23 e mi allenavo stabilmente in prima squadra”.

Matteo alle soglie della Premier League…

“Esperienza unica, città unica e i tifosi migliori d’Inghilterra. Un vero sogno, mi sentivo un po’ come Santiago Munez nel film “Goal” con meno fortuna purtroppo, infatti, essendo di febbraio al compimento del 23simo anno dovetti lasciare la squadra per andare in prestito all’Hartlepool in League Two, dove però sul più bello mi feci male… Rottura del crociato, collaterale e menisco! Iniziò un calvario lungo e tortuoso, l’ostacolo più grande da superare per un calciatore”.

Qui un altro bivio della tua storia…

“Rifiutai di farmi operare a Barcellona, volevo andare a Roma a Villa Stuart e tornare a casa, questo mi costò la rescissione col Newcastle… La beffa delle beffe fu poi una complicazione durante la prima operazione che mi costrinse a stare fuori, non 8 mesi, ma più di un anno e mezzo, una vita, calcisticamente parlando”.

Non è stato facile quindi ricominciare però una sorpresa era in serbo per te

“E’ stata durissima, devo ringraziare tutto lo staff dei ragazzi della Kine4Sport (… Mauro Auciello e Mario Ciarnella su tutti!) che mi hanno rimesso in piedi e dato la possibilità di iniziare una seconda vita dopo l’infortunio. Proprio quando ero in attesa di capire da dove ripartire, ricevetti la chiamata per entrare a far parte della rosa della Nazionale Universitaria… Fu una cosa del tutto casuale perché due giorni prima della partenza un calciatore diede forfeit e venni così chiamato al suo posto, non ero sicuramente in forma ma non potevo rinunciare a quell’occasione unica”.

Che esperienza fu quella di Taipei?

“Inspiegabile, stratosferica. Pur non potendo incidere come avrei voluto, giocai 4 gare con la maglia numero 10 della Nazionale Italiana… Una cosa da brivido! Ero in camera con Rossini, attuale portiere del Carpi e uscimmo ai quarti di finale per mano del Giappone che poi vinse la medaglia d’oro: era una squadra che da 2 anni si allenava solo per quella manifestazione ed era formata da calciatori fortissimi che oggi giocano nella serie A nipponica e in Nazionale”. Al di là del campo poi c’era la bellezza e il piacere di vivere il villaggio olimpico e Casa Italia: per me e i miei compagni è stato magico, ci ha permesso di crescere e vivere momenti fantastici scoprendo i sacrifici degli atleti di tutti gli sport, festeggiando le medaglie che di giorno in giorno venivano vinte dai nostri colleghi italiani delle altre discipline!”.

Veniamo alle ultime tappe esplorative

“Dopo l’esperienza di Taipei sono stato per alcuni mesi nelle fila dell’Olimpia Praga, altra città stupenda. Per poi far ritorno in Inghilterra, ormai mia seconda casa, nel Darlington in National Conference Division; è stato come ritrovarmi sia fisicamente che mentalmente, giocando finalmente 31 gare e andando a segno ben 10 volte! Come in altri momenti della mia vita, però, per la voglia di recuperare il tempo perduto, decisi di cambiare aria ma non fu una scelta felice: infatti in Romania finii in una squadra importante ma con problemi fiscali che da lì a poco venne retrocessa d’ufficio. Ma avendo firmato non potevo giocare da nessun’altra parte per qualche mese, durante i quali mi allenai soltanto”.

Da ora in avanti la storia la conosco bene, giusto?

“Penso proprio di sì! Grazie a Federico Turriziani e alla voglia di Serie A, sono sbarcato in Canada nella formazione dello York 9 FC squadra dell’interland di Toronto che giocava nella nuova lega Canadian Premier League! Sono stati 6 mesi molto belli e solo per problemi di visto, non sono riuscito a restare oltre… Ho conosciuto un calcio diverso, dove ci si allenava alle 6 della mattina e vissuto una città molto affascinante e multiculturale!”.

Proprio a Toronto, come già in UK, hai continuato il tuo percorso da istruttore/ allenatore

Ho conosciuto Matteo Masucci, all’epoca Direttore Tecnico della Juventus Academy Toronto, che dopo avermi conosciuto mi ha dato quest’opportunità come allenatore dell’U15… Così iniziai con lui e lì conobbi l’ex calciatore del Chelsea, Alexander James Oprey, che faceva parte dello staff. Con lui si è creata un’amicizia importante, forte, accomunata dalle esperienze calcistiche in Inghilterra e dal modo di intendere il calcio. Un calcio romantico. Decisi quindi di seguirlo anche a Miami e in Colombia… Ed è anche insieme a lui e grazie alla sua esperienza, che ho aperto gli occhi su diverse cose, capendo che forse era il momento di cambiare prospettiva e non vivere più il calcio come una routine alla ricerca del successo, oltre ogni cosa. Da qui, sto per cominciare la mia seconda vita calcistica”.

… Dicci tutto!!!

“Tra circa un mese partirà il nuovo progetto chiamato Prospect Football Coaching. Insieme al mio socio Andrea Rossi, che darà fisicamente casa all’intera organizzazione presso il Centro Sport Amico, apriremo una nuova Academy di calcio maschile e femminile sulla via Pontina che collega Roma a Latina; metterò a disposizione tutte le mie esperienze acquisite in giro per il mondo con quelle di Alex Oprey che ora è Direttore Tecnico Inter Academy Toronto con cui avremo una partnership diretta. Sarà un calcio a 360°, fatto non solo di tecnica, tattica ma si lavorerà anche sulla componente mentale, caratteriale di ogni ragazzo. Prospect in inglese, infatti, ha più significati: prospettiva per dare un obiettivo a tutti e allo stesso tempo vuol dire anche speranza, che si alimenta con il percorso formativo che andremo a proporre e sviluppare”.

Quali sono gli obiettivi prefissati?

“L’obiettivo principale è quello di dare risalto al binomio calcio-istruzione! Il calcio, come mezzo per scegliere chi essere e cosa si vuole diventare. Dare l’opportunità vera, ai ragazzi e ragazze, di trovare se stessi, seguirli nel loro percorso sportivo e di vita. Inizieremo a lavorare per farli sentire sicuri di loro stessi, cosa che oggi non è semplice, puntando sulla crescita di autostima personale e credendo nel lavoro di ogni giorno come viatico per raggiungere gli scopi prefissati. Con 6 campi d’erba e strutture recettive a disposizione, i ragazzi saranno seguiti dentro e fuori dal campo, ad esempio nel dopo scuola da tutor preparati. Per dare internazionalizzazione al progetto la lingua inglese sarà un must: con lo studio pomeridiano della materia e anche durante gli allenamenti con l’utilizzo di terminologie tecniche”.

SOCCEROAD sarà presente all’inaugurazione per documentare e raccontare questo progetto rivoluzionario!
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La storia di Matteo è in continua evoluzione, anche se già è ricca di colpi di scena, successi e fallimenti… Cadere per rialzarsi sempre! Per chi ama la vita e di questo sport vuole farne un lavoro, deve conoscere i tanti rischi e momenti bui che gli appartengono. E’ proprio dalle difficoltà che magari nascono incontri incredibili e lezioni di vita, che ti aiutano a crescere e ti formano lungo il percorso, e magari alla fine… Tutto avrà un senso: come è successo a Matteo!

L’appuntamento con Matteo Faiola è quindi segnato in agenda: lo andremo a trovare prestissimo per vederlo alle prese con il suo nuovo progetto… Per ora un grandissimo in bocca al lupo, anche per la tua imminente laurea!!!

See you soon 🙂

LE COORDINATE DI MATTEO FAIOLA:

Matteo Faiola, 29/02/1992 Sezze (LT), è un calciatore Italiano e allenatore UEFA B.

  • 4 PRESENZE NAZIONALE UNIVERSITARIA – TAIPEI 2017
STAGIONE SQUADRA CATEGORIA
2004/2009 ROMA SETTORE GIOVANILE
2009/2010 BRESCIA PRIMAVERA
Gen 2010 HELLAS VERONA SERIE C1
2010/2011 CYNTHIA SERIE D
2011/2012 LAVAGNESE SERIE D
2012/2013 LOCARNO FC SERIE B SVIZZERA
2013/2014 MOSTA PREMIER LEAGUE – MALTA
2014/2015 NEWCASTLE UNITED U23 – INGHILTERRA
Feb 2015 HARTLEPOOL LEAGUE TWO – INGHILTERRA
2015/2016 HARTLEPOOL LEAGUE TWO – INGHILTERRA
2016/2017 OLIMPIA PRAGA SERIE B – REPUBBLICA CECA
2017/2018 DARLINGTON FC NATIONAL LEAGUE – INGHILTERRA
2018/2019 FORESTA SUCEAVA SERIE B – ROMANIA
2019 YORK 9 FC PREMIER LEAGUE – CANADA

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